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Manuela Negro

  • Dottorato: 24° ciclo
  • Matricola: 293248

Tesi di dottorato

SCIENZIATI IN CARRIERA. UNO STUDIO SUL LAVORO E I PERCORSI PROFESSIONALI DEGLI SCIENZIATI IN ITALIA.

La tesi di propone di analizzare il lavoro di una particolare comunità di professionisti, gli scienziati. La ricerca scientifica è un importante elemento per lo sviluppo economico e sociale, e gli scienziati come lavoratori della conoscenza assumono un ruolo rilevante in un contesto caratterizzato dal progresso della conoscenza scientifica, dal mutamento delle modalità produttive, dallo sviluppo del settore terziario, dall’importanza crescente delle strategie, dei processi e dei prodotti di innovazione e dalla connessione tra sistemi tecnologici e umani (Butera, 2008). L’obiettivo principale di questo studio è esplorare le caratteristiche del lavoro degli scienziati, adottando un approccio interdisciplinare: partendo dai contributi teorici dati dalla sociologia della scienza, l’attenzione viene poi focalizzata sulla professione degli scienziati, evidenziando le caratteristiche della loro attività lavorativa, l’organizzazione professionale, le carriere lavorative, attraverso i contributi della sociologia del lavoro.

Il punto di partenza è una definizione multidimensionale di scienza, intesa come “il prodotto della ricerca, che usa metodi specifici, un corpus di conoscenza organizzata, un mezzo per risolvere problemi. É anche un’istituzione sociale, utilizza strumenti materiali, è una materia di insegnamento, è una risorsa culturale, ha bisogno di organizzazioni, è insomma un importante fattore negli affari umani” (Ziman, 1984, p.4). Attraverso un percorso storico nella sociologia della scienza, si possono evidenziare alcuni elementi che permettono di capire cosa si intende per “scienza” e quali sono le peculiarità che la contraddistinguono. Merton considera la scienza come un sistema etico, dominato da quattro imperativi funzionali (universalismo, comunismo, disinteresse, scetticismo) che regolano anche il lavoro degli scienziati. Dopo Merton, la nuova sociologia della scienza elabora diversi approcci per identificare i mutamenti della conoscenza scientifica (Cannavò, 1984, p.54), attraverso studi che considerano la relazione tra scienza e società (Science and Technology Studies), lo sviluppo scientifico come un processo di costruzione sociale (Bijker, 1998), la teoria dell’attore-rete (Latour, 1998), la costruzione sociale del significato dell’innovazione scientifica, il modo in cui si fa ricerca scientifica all’interno dei laboratori (approcci ecologici). Queste prospettive permettono di evidenziare le caratteristiche che assumono gli scienziati, focalizzando l’attenzione sul lavoro che essi svolgono, considerando la scienza non solo come un sistema teoretico ma anche come un sistema professionale.

Con quest’ottica si possono rintracciare i fattori che costituiscono i nuovi modelli di scienza (importanza crescente della ricerca applicata, maggiori relazioni interdisciplinari, eterogeneità organizzativa all’interno dei diversi settori scientifici e tra le diverse istituzioni dedite alla ricerca, intensificazione del rapporto scienza-società, commercializzazione e privatizzazione della ricerca scientifica, competitività crescente, massificazione, internazionalizzazione, importanza dei network di ricerca) ponendoli in relazione con alcuni elementi tipici sia del mercato del lavoro italiano, sia dell’organizzazione del lavoro scientifico e del knowledge work (flessibilità oraria e contrattuale, autonomia, mobilità geografica, carriere professionali incerte).

Avendo esplorato il mutamento della scienza in atto e l’influenza sul modo in cui si fa ricerca scientifica, si può spostare l’attenzione sul contesto italiano, per vedere se questi processi hanno anche coinvolto, e in che misura, il sistema scientifico in Italia, e di conseguenza il lavoro dei professionisti della scienza. Con quest’ottica si elaborano alcuni obiettivi di ricerca più specifici.

Innanzitutto si vuole studiare in che modo si sono realizzati i nuovi modelli di scienza in relazione alle caratteristiche del mercato del lavoro italiano, considerando il tempo, il luogo, le organizzazioni, le qualifiche, il grado di autonomia, la flessibilità lavorativa, la mobilità geografica, le relazioni interorganizzative, l’impatto del settore privato. Se il lavoro scientifico, come particolare tipo di knowledge work, è caratterizzato da flessibilità, autonomia nell’organizzazione delle attività e nella responsabilità assunta, ma anche incertezza, sembra assumere quasi le caratteristiche del lavoro autonomo. Tuttavia, gli scienziati sono inseriti all’interno di organizzazioni, e potrebbe derivare un paradosso tra l’autonomia della “creatività” del ricercatore e l’organizzazione strutturata della ricerca (Cannavò, 1989, p. 63). Inoltre, se quella dello scienziato è una “professione in cerca di riconoscimento” (Sirilli, 1986), è interessante considerare il contrasto tra la costruzione di una comunità scientifica uniforme e la presenza di confini tra le diverse discipline e organizzazioni.

In secondo luogo, si vuole connettere la descrizione del lavoro scientifico con le caratteristiche degli scienziati stessi, sia personali (come genere e coorte), sia professionali (settore scientifico, qualifica, capitale umano, internazionalizzazione, mobilità). In questo modo si sono possono esplorare delle problematiche specifiche emergenti, ad esempio derivanti dalla questione di genere (segregazione orizzontale e verticale, conciliazione famiglia-lavoro) o generazionale (mutamento delle condizioni di lavoro nel tempo, differenze di coorte tra i percorsi di carriera), che possono anche sfociare in elementi di disuguaglianza.

Infine, l’obiettivo è studiare i percorsi di carriera, adottando la prospettiva secondo cui le carriere scientifiche e l’organizzazione della ricerca sono un prodotto della società e non un semplice meccanismo di allocazione di posizioni sociali (Palomba, 2000, p.168). Per questo l’analisi delle carriere è incastonata sui risultati precedenti riguardanti le caratteristiche individuali degli scienziati e le caratteristiche strutturali dei modelli di scienza.

Non avendo a disposizione dati approfonditi sul lavoro degli scienziati e sulle loro carriere, è stato realizzato uno studio ad hoc, somministrando una survey on-line ad un campione casuale di 5885 scienziati che lavorano come ricercatori o professori in tutte le università italiane, in alcuni settori specifici: matematica, chimica, fisica, scienze della terra, biologia, informatica. I dati sono stati raccolti tra gennaio e marzo 2011, con un questionario auto-compilato dai rispondenti selezionati.

Attraverso l’analisi quantitativa dei dati si possono ricostruire le peculiarità dell’organizzazione del lavoro e l’eterogeneità tra i settori, ma anche la composizione per genere ed età degli scienziati e l’impatto di queste variabili sui loro percorsi di carriera, che possono assumere forme differenti (carriere interne ed esterne all’organizzazione, carriere brevi o più articolate).

Le analisi finora elaborate, che devono ancora essere supportate da modelli analitici più complessi, evidenziano innanzitutto che la cosiddetta new science in Italia non pare essere pienamente realizzata e assume forme differenti nei vari settori scientifici. In particolare alcuni elementi del nuovo modello di scienza non sono presenti in tutti i settori scientifici, come l’internazionalizzazione, le relazioni con i settori privati, l’interdisciplinarietà e le ricerca di gruppo. Altri elementi invece sono maggiormente rintracciabili, come l’autonomia nella gestione del proprio lavoro, anche se la flessibilità lavorativa può trasformarsi in un carico di lavoro elevato, soprattutto laddove gli scienziati accompagnano al lavoro di ricerca anche altri tipi di attività professionale. Considerando invece le caratteristiche individuali degli scienziati, sia la prospettiva di genere che quella di coorte permettono di evidenziare alcuni elementi di differenza, e probabile diseguaglianza (segregazione orizzontale e verticale, difficoltà di conciliazione famiglia-lavoro, etc.).

Tutti questi fattori devono essere analizzati alla luce delle carriere professionali, in modo tale da cogliere diversi possibili modelli di carriera (in relazione alla durata tra i vari stadi di avanzamento, ma anche al periodo in cui sono stati compiuti) plasmati sia da elementi individuali sia dai modelli di scienza caratterizzanti i diversi settori scientifici.

L’obiettivo finale è di giungere a una descrizione della figura professionale dello scienziato alla luce delle modalità in cui si fa ricerca scientifica in Italia, ma anche delle specificità riguardanti l’organizzazione lavorativa e i modelli di carriera professionale, che potrebbero assumere forme differenti ed essere guidati da meccanismi eterogenei in relazione alle caratteristiche personali degli scienziati e ai processi di mutamento nel tempo. In questo modo, si potrebbero evidenziare anche elementi che si traducono in ostacoli per i percorsi professionali degli scienziati e per la gestione proficua delle pratiche di ricerca in Italia.   


Attività di ricerca

Sociologia del lavoro

Sociologia della scienza

Sociologia economica

Ultimo aggiornamento: 23/05/2013 12:58
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