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Erica Venditti

  • Dottorato: 23° ciclo
  • Matricola: 338838

Tesi di dottorato

 

 

Diverse indagini sul comportamento dei consumatori segnalano che il risparmio delle famiglie si è notevolmente ridotto, che vi è stato un  aumento dell’indebitamento e che è cresciuta la difficoltà delle famiglie nel sostenere le spese per i consumi.

Negli ultimi venti anni si è molto diffuso in Italia il credito al consumo, e sebbene gli italiani vi ricorrono meno rispetto agli altri paesi europei, il dato inizia ad assumere rilevanza in quanto il livello di indebitamento delle famiglie in rapporto al prodotto interno lordo è parallelamente aumentato di oltre dieci punti (dal 23% del 1995 al 33% del 2006)[1].

Che cosa può aver favorito l’aumento dell’indebitamento delle famiglie italiane?

Il dibattito sul tema della diffusione del credito al consumo in Italia è vivo e le opinioni contrastanti.

C’è chi afferma che gli italiani amino vivere bene, al di sopra delle proprie possibilità. Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia sembra che il 40% delle famiglie “faccia il passo più lungo della gamba”, escludendo quelle a cui sono stati erogati mutui per acquistare la casa emerge che l’altra quota dell’indebitamento é tutta per rate e prestiti per spese voluttuarie.

Dai sondaggi si evince anche che le famiglie che hanno contratto un mutuo per comprare casa non sono le stesse che hanno deciso di indebitarsi per divertirsi e viaggiare. È possibile che oggi l’invito a consumare sia divenuto così forte da far perdere di vista le priorità realistiche? Bauman parla di “un mondo drogato della vita a credito” per descrivere la moltitudine di coloro che ricorrono al credito al consumo ogni volta che devono superare una difficoltà.

Sull’altro versante vi sono coloro che sostengono che si ricorra all’indebitamento, per far fronte ad una crisi che ha inciso sul potere d’acquisto e, non per alzare la quantità e la qualità dei consumi ma per mantenere il vecchio, dignitoso livello di vita.

Il progetto intende indagare il ricorso al credito delle famiglie italiane. La valutazione sarebbe maggiormente allarmante qualora il debito venisse richiesto per finanziare i consumi, meno se si trattasse di un investimento come per l’acquisto di una casa.



[1] Risultato emerso dall’indagine campionaria sui bilanci delle famiglie italiane effettuata dalla Banca d’Italia.

 

2010 Venditti E., ebook: Il credito al consumo: Strategia di vita o trappola?Il fenomeno

dell’indebitamento e la sua evoluzione sociologica, Meloria Srl. ISBN: 9788897096009

2010 Dagnes J. e Venditti E., Capitolo I, Consumi, ricchezza e status di ceto medio: parte prima, in

Negri.N.e Filandri M. (a cura di), Restare di Ceto Medio: Il passaggio alla vita adulta nella società che cambia. Il Mulino, Bologna

2010 Venditti E., Capitolo II, Livelli di consumo e capacità di risparmio: segnali di difficoltà, in

Negri.N.e Filandri M. (a cura di), Restare di Ceto Medio Il passaggio alla vita adulta nella società che cambia. Il Mulino, Bologna

2010 Venditti E., Capitolo V, Diventare adulti in Europa, in Negri.N.e Filandri M. (a cura di), Restare di Ceto Medio: Il passaggio alla vita adulta nella società che cambia. Il Mulino, Bologna.

2010 Venditti E., Recensione del testo di Michele Lobuono e Marilene Lorizio“Credito al consumo e sovraindebitamento del consumatore ” in Credit Village Magazine, bimestrale sul credito al consumo.Numero° 3 magg/giug

2010 Venditti E., Recensione del testo di Luigi Furini “L’Italia in bolletta” in Credit Village Magazine,bimestrale sul credito al consumo. Numero° 1 genn/febb

2009 Venditti E., Recensione del testo di Giampaolo Luzzi “Siamo tutti debitori” in Credit Village

Magazine, bimestrale sul credito al consumo. Numero° 5 sett/ott

2009 Venditti E., Recensione del testo di Sassatelli (a cura di ) “Il consumo critico” in Bookshelf in

Sociologica, Il Mulino, Bologna.

 

 

2007 Venditti E., “Transizioni ineguali. Disuguaglianze nei corsi di vita in differenti modelli di Welfare”,

articolo presentato a «Le diseguaglianze oggi: territori, società, lavoro», Università di Napoli, Napoli,

24-25 maggio 2007 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23/05/2013 13:13
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